
Nella notte tra venerdì e sabato il Centro Fonti San Lorenzo APS ETS di Recanati è stato oggetto di un’irruzione. Ignoti sono entrati nella struttura e hanno messo a soqquadro gli ambienti, svuotando due estintori in tutti gli spazi interni accessibili. Hanno lasciato messaggi espliciti di minaccia di morte rivolti a un educatore, insieme a una svastica. Pochi giorni prima erano arrivate minacce simili. I fatti sono stati denunciati alle autorità competenti.
Non si tratta di un episodio isolato. Da circa un anno gli spazi dell’associazione, che dal 2012 ospitano anche il servizio comunale di Ludoteca e Centro di aggregazione giovanile, sono teatro di episodi ripetuti: minacce, atti vandalici e aggressioni fisiche, che si inseriscono in un fenomeno di marginalità giovanile che da tempo interessa la città.

Fin dall’inizio l’associazione ha seguito due strade. In accordo e in dialogo con l’amministrazione comunale, ha sempre cercato di salvaguardare il rapporto con i gruppi di ragazzi più problematici, nella convinzione che proprio la presenza negli spazi del Centro avrebbe permesso di modificare i comportamenti devianti. «Una sfida e un impegno quotidiano, portato avanti per il bene di quei ragazzi e per la sicurezza sociale della città. La linea rossa è sempre stata quella di tutelare i tantissimi bambini e bambine, ragazzi e ragazze, frequentatori quotidiani degli spazi aggregativi, che non possono essere messi sotto ricatto dai comportamenti devianti di pochi saltuari gruppi di passaggio». Parallelamente sono stati informati con continuità Comune, Polizia Locale e Carabinieri, segnalando ogni episodio, e ad alcuni soggetti è stato notificato il divieto di accesso agli spazi. Nonostante questo, le aggressioni non sono diminuite, fino ad arrivare alle minacce di morte e all’irruzione di questi giorni.
«Colpire un luogo educativo – spiega l’associazione – è doppiamente grave: mette in pericolo chi ci lavora e allontana le tante ragazze e i tanti ragazzi che qui cercano uno spazio sereno per crescere, incontrarsi e partecipare». Il Centro conferma che continuerà a collaborare con le istituzioni, ma oggi sente il dovere di dirlo pubblicamente: agire da soli non basta.
Per questo il Centro Fonti San Lorenzo chiama a raccolta la cittadinanza di Recanati: realtà associative, scuole, famiglie, istituzioni e singole persone. «Chiediamo un segnale di vicinanza e sostegno, per ribadire insieme che i luoghi educativi devono restare liberi dalla violenza e dalle minacce, e devono essere luoghi sicuri per chi li frequenta e per chi ci lavora». Nei prossimi giorni l’associazione proporrà iniziative pubbliche per coinvolgere la cittadinanza.


14 commenti
I fascistelli campioni di ignoranza sono arrivati anche qua.
ma fattela finita. opera di ragazzi maleducati e teppisti da quattro soldi, da prendere a calci nel culo e far ripulire tutto
i veri fascisiti siete voi arroganti ed elitari, incapaci di mediare e comprendere le esigenze di una paese alla deriva.
forza trump evviva milei evviva Musk
Sicuramente sanno chi sono, pene severe a loro ed alle loro famiglie. Troppo buonismo ecco a che cosa ha portato. Rispettare le leggi e condanne severe. Nella notte adesso nel quartiere si sentono anche degli spari. Invece di costruire i centri in Albania dovrebbero costruire più carceri e assumere forze dell’ordine che in tutta Italia ne mancano più di 20.000. Il resto è tutta propaganda
Un plauso congiunto a questa amministrazione e alle famiglie dei nostri giovani vandali: i primi per aver istituito il monopolio dell’inerzia amministrativa, i secondi per aver abdicato con tanta dedizione al proprio ruolo. È un perfetto gioco di squadra: il Comune garantisce l’impunità e i genitori la totale assenza di educazione, lasciando che siano i muri dei nostri quartieri a fare le veci di entrambi.
Non avete voluto le telecamere ed adesso vi attaccate al cxxxx….
Ecco, mi sembrava strano che l’imbecille non prendesse la parola..
A volte è meglio tacere (e sembrare stupidi) che aprir bocca e togliere ogni dubbio.
Ma…il sindaco sceriffo non si è precipitato sul luogo del fattaccio?
Che fa? figli e figliastri?
Sono così tanto “fascistelli e “nazistelli” che hanno fatto il simbolo al contrario! 🤣 Fate dei corsi , delle conferenze per fare riconoscere i simboli del male assoluto. Non ci sono fondi europei per imparare a disegnare le svastiche? Mannaggia.
Quell’imbecille che ha scritto della assenza di telecamere sappia che le stesse , data l’ampiezza del parco, non avrebbero certo escluso il danno. La sua è solo critica CONTRO.
Imbecille sarà chi pensa che le telecamera servano per escludere i danni.
La retorica dell’anonimo delle 8.24 e la stessa retorica i chi sceglie di non mettere le telecamere (che servono 1 da deterrente, 2 per riconoscere che compie il danno) ed ora incolpa l’attuale amministrazione!
Roba da matti, 15 anni di abbandono, degrado, un esperimento sociale che chiaramente sta andando alla malora, portando con se la sicurezza di un quartiere intero!
Vergogna dunque alle passate amministrazioni, che hanno istituito questo parco sociale dove tutti sono liberi di fare il c…o che vogliono in quanto incontrollati, dove per anni hanno sminuito (sono solo ragazzate), vergogna a chi adeso accusa l’attuale amministrazione, vergogna a chi prima sceglie di non installare telecamere ed ora piange ed accusa, vergogna infine e soprattutto per chi ha compiuto tale gesto ed alle famiglie di questi poveri teppistelli, marmocchi con il mocciolo al naso, da prendere a calci in culo dalla mattina alla sera
tiri mancini
Ma le telecamere non servono ad escludere il danno ma eventualmente riconoscere chi lo ha fatto….
Le telecamere servono a riprendere persone che hanno già una fila di denunce, già note alle forze dell’ordine (locali e non solo), al questore ed alla magistratura. Il problema non è la mancanza della videosorveglianza, sono le leggi che fanno acqua da tutte le parti.
Eppure questo non doveva essere il governo del RIGORE?? Mmmm, a voi l’ardua sentenza.